BEPPE ASSENZA
(19.03.1905 - 23.09.1985)
Una vita per la pittura e l'Antroposofia
Nato a Modica il 19 marzo 1905, Beppe Assenza intraprende un percorso artistico che lo porta a studiare a Roma, Parigi e Monaco. Inizia la sua formazione artistica grazie allo zio materno, il pittore Orazio Spadaro, che gli trasmette le prime basi della pittura. A diciotto anni si trasferisce a Milano, dove espone per la prima volta nel 1925 alla Galleria Borgonuovo.
Nel novembre-dicembre 1930, partecipa alla Prima Mostra Internazionale d’Arte Sacra di Roma con l’opera L’ombra della Croce. Nel marzo 1931, la rivista milanese L’Eroica pubblica due sue xilografie: Pomeriggio d’estate e Gatto al sole. Nel 1934 prende parte alla IV Esposizione Biennale dell'Arte del Paesaggio di Bologna, presentando l’opera Anfiteatro Romano (Siracusa), e nel 1936 partecipa alla XX Biennale di Venezia con il dipinto Cella.
Assenza studiò a Monaco dal 1935 e successivamente a Ellwangen con Karl Stirner, immergendosi nel mondo dell'arte “degenerata” bandita dal regime nazista.
Nel 1948 è presente alla 5ª Quadriennale d’Arte di Roma e nel 2004 alcune delle sue opere vengono esposte alla mostra L’Oro e l’Inchiostro a Cagliari, curata da Francesco Parisi e Massimiliano Vittori. Le sue xilografie, tra cui L’inganno della primavera, Ho bevuto, L’addio del figlio e Prato fiorito, sono riconosciute per la loro profondità espressiva.
Nel 1946 si stabilì a Dornach, in Svizzera, dove si avvicinò all’antroposofia e strinse una forte amicizia con lo scrittore Albert Steffen, successore di Rudolf Steiner alla guida della Società Antroposofica.
La sua produzione artistica, che continuò fino alla sua morte nel 1985, si distingue per l’attenzione alla modernità e alla riflessione culturale, nonché per il suo impegno pedagogico. Le sue opere sono state esposte in Svizzera, Germania, Danimarca e Italia, dove ha mantenuto solidi legami culturali.
Oltre alla sua carriera artistica, Assenza fu un importante insegnante e diffuse il suo pensiero filosofico, antroposofico e pittorico attraverso la Scuola d'Arte, diventando un punto di riferimento per le nuove generazioni. Nel 1970 gli è stata dedicata una monografia, e nel 2005 è stato pubblicato un volume a lui dedicato, che esplora la sua vita e il suo lavoro.
Nel 2011 viene pubblicata una monografia intitolata Beppe Assenza. Una vita per la pittura e l’antroposofia, a cura di Klaus Hartmann e Greet Helsen-Durrer, edita dalla Fondazione Uriele di Lugano. Questa monografia esplora la sua carriera e la sua visione artistica, segnando un ritorno a Lugano, dove Assenza aveva soggiornato nel 1980 e dove era conosciuto per i suoi corsi di pittura.