CONCERTO A CURA DI MARCO BONECHI 


Venerdì 31 ottobre ore 21
Auditorium al Duomo, nell'ambito del Convegno della Società Antroposofica in Italia


Interpreti:
Manuela Saccà (soprano)
Giovanni Baraldi (basso)
Lorenzo Commisso (flauto)
Lorenzo Cingolani (clarinetto)
Alessandro Montanari (corno)
Catalin Toma (tromba)
Marco Bonechi (pianoforte)


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Programma
 

Roberto Lupi ( 1908-1971 )

Sette pezzi da Ars Bene Movendi :

Frammento di Leonardo e sue mutazioni tematiche. Tre contrappunti nello stile arcaico. Sigla . Diapason. Contrappunto su una serie fissa.
Marco Bonechi, pianoforte


Roberto Lupi.

Due pezzi da Favole e allegorie su testi di di Leonardo da Vinci :

La gratitudine

Tristezza
Manuela Sacca, soprano

Marco Bonechi, pianoforte


Luigi Dallapiccola ( 1904- 1975 )

Quaderno musicale di Annalibera:

Simbolo, Accenti, Contrapunctus primus, Linee, Contrapunctus secundus (Canon contrario motu), Fregi, Andantino amoroso e Contrapunctus terrina (Canon cancrizans), Ritmi, Colore, Ombre, Quartina.

Marco Bonechi , pianoforte


Roberto Lupi.

Varianti, versione per clarinetto e pianoforte

Lorenzo Cingolani, clarinetto

Marco Bonechi, pianoforte


Roberto Lupi.

Penthaulos, per clarinetto e corno

Lorenzo Cingolani, clarinetto

Alessandro Montanari, corno


Roberto Lupi.

Quattro pezzi da Studi e ricerche per la composizione :

Melodia è suono liberato

Suono è melodia cristallizzata

Esperienza di ottave nell’armonia

Simbolo, Pensare, unilateralità del sentire e del volere.

Lorenzo Commisso , flauto

Lorenzo Cingolani, clarinetto

Alessandro Montanari, corno

Catalin Toma , tromba

Marco Bonechi , pianoforte


Ugalberto de Angelis (1932-1982)

Frammento n 1 op 21 per corno solo .

Alessandro Montanari, corno


Ugalberto De Angelis

Aulodia op 34 n 2 (da piccola suite d'infanzia)

Marco Bonechi , pianoforte


Ugalberto De Angelis

Raga - Alfa , frammento n 5 op 47 per flauto solo

Lorenzo Commisso , flauto


Roberto Lupi.

Bucolica (in memoriam) (versione per cinque strumenti)

Lorenzo Commisso , flauto

Lorenzo Cingolani, clarinetto

Alessandro Montanari, corno

Catalin Toma , tromba

Marco Bonechi, pianoforte


Alexander Skrjabin (1872-1915

Cinq préludes, op 74:

douloureux déchirant, très lent contemplativ, allegro drammatico, lent vague indécis, fier belliqueux.


Alexander Skrjabin

Vers la flamme, op. 72

Marco Bonechi, pianoforte.


Dijmitri Shostakovic (1906-1975)

Quattro pezzi dalla suite su poesie di Michelangelo Buonarroti op 145 :

per basso e pianoforte.

Wahrheit

Liebe

Schaffen

Nacht

Giovanni Baraldi, basso

Marco Bonechi, pianoforte 


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CENNI BIOGRAFICI DEI COMPOSITORI

Roberto Lupi (1908 – 1971)

Compositore e teorico milanese, docente di Composizione al Conservatorio “Cherubini” di Firenze.

Fu profondamente influenzato dall’Antroposofia e all'opera di Rudolf Steiner, che lo portarono a scrivere il trattato “Armonia di Gravitazione”, concezione musicale fondata sulle leggi spirituali del suono.

Considerava l’arte musicale una via di conoscenza e di rinnovamento dell’anima.


Ugalberto De Angelis (1932 – 1982)

Allievo di Lupi e Dallapiccola, unì rigore formale e ricerca spirituale.

Le sue opere riflettono le tensioni del mondo moderno e un intenso sforzo di trasformazione interiore attraverso il linguaggio sonoro.

Ispirato come Lupi all'Antroposofia, compose per orchestra, ensemble e voce, collaborando con interpreti come Dino Ciani e Roberto Fabbriciani.


Luigi Dallapiccola (1904 – 1975)

Compositore tra i maggiori del Novecento italiano, introdusse in Italia la tecnica dodecafonica, reinterpretandola con profonda umanità e senso lirico. Le sue opere, da Il prigioniero al Quaderno musicale di Annalibera, esprimono la tensione dell’uomo verso la libertà e la luce spirituale. 


Alexander Skrjabin (1872 – 1915)

Compositore e pianista russo, inizialmente influenzato da Chopin, sviluppò poi anche oer l'influenza della Teosofia un linguaggio armonico unico e visionario, teso a tradurre in suono l'unione col divino e lo spirituale.


Dmitri Šostakovič (1906 – 1975)

Compositore e pianista sovietico tra i più importanti del ’900, capace di esprimere nelle sue opere le contraddizioni del proprio tempo con una profondità umana e spirituale straordinaria.

Nella Suite su poesie di Michelangelo Buonarroti l'arte diviene meditazione sull’essere e sulla creazione.

 

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Note di Marco Bonechi
Ars bene Movendi, saggi di contrappunto e fuga di Roberto Lupi, prende le mosse da un rebus musicale di Leonardo Da Vinci, analizzandolo, elaborandolo prima in modo arcaico, combinandolo col nome BACH e il tema dell'Arte della Fuga, per arrivare poco a poco ad un linguaggio dodecafonico.

Non si tratta di sfoggio di virtuosismo, ma necessità di leggere il percorso della Storia della Musica e dell'Uomo alla luce di una elevatissima concezione dell'unità dell'esistenza spirituale che ci sta dietro.

Che il rapporto con l'Antroposofia riguardi tutto l'essere di Roberto Lupi non è mai stato un mistero. Anzi. Il problema, come sempre in questi casi , è il ponte che si può creare tra il “background" spirituale e l'attività creativa specie se passa per la porta stretta di una volontà che rifacendosi a Goethe (ma anche Steiner) vorrebbe partire dal “fenomeno" e da questo evolvere. E tutto ciò applicato alla creazione musicale.

Come spesso diceva Lupi :

“ ...La musica è tra un suono che muore e un suono che nasce..”

Frase lapidaria, illuminante di un grande Maestro... Non molto lontana da “l'acqua che tocchi de' fiumi è la prima che viene e l'ultima che andò" di Leonardo, appunto.

Parallelamente all'attività di direttore d'orchestra (fra le altre cose è da ricordare la prima italiana negli anni ‘60 della quinta sinfonia di Bruckner), di compositore e di didatta, Lupi ha svolto un’attività di ricercatore “esoterico musicale”, per dirla con una sbrigativa definizione abusata e ahimè alla moda...

Qualche traccia compositiva e non solo considerazioni astratte , beninteso nel senso migliore, o schemi , di questa ricerca fissata in vari quaderni di appunti, si è concretizzata in brevissimi pezzi, di cui si riporta il titolo , esplicativo , ma che di certo rappresenta una annotazione fugace per l'Autore, suscettibile di ulteriori sviluppi.

Altre composizioni in programma, come le originali Favole e allegorie da Leonardo , le quasi neoclassiche Varianti (che esistono in più versioni) il caratteristico Penthaulos e l’ evocativa Bucolica, qui in una versione strumentale ridotta , appartengono al campo della musica tradizionalmente intesa.


Opera pianistica tra le più amate di quegli anni, il Quaderno musicale di Annalibera, riesce a coniugare felicemente l'inevitabile astrazione e rigidità del linguaggio dodecafonico rigoroso con un peculiare mondo armonico che colora

tutte le variazioni che la costituiscono e ne rendono identificabile l ‘unitarietà.

Dallapiccola , che ha sempre dichiarato il proprio legame col mondo di Dante e con Firenze ( era istriano ma fiorentino d'adozione), può essere considerato a buon diritto un rappresentante di una nuova forma di Umanesimo musicale.


Il discepolo più vicino a Roberto Lupi, e cioè Ugalberto de Angelis, rappresenta il caso in cui è manifesta un ‘ evoluzione e una trasformazione del mondo del Maestro, anche alla luce di esperienze che Lupi aveva affrontato verso gli ultimi anni della propria esistenza, come la dodecafonia o le correnti musicali del dopoguerra.

Il pianista e compositore Giancarlo Cardini , fra l’altro legatissimo ai due, ebbe a dire ..che "l'allievo superò il maestro".

Il frammento per corno, dedicato all’euritmista Friedhelm Gillert, è una breve cadenza estrapolata dal concerto per corno, mentre Aulodia , che ha trovato una successiva felice nuova veste strumentale in Melos per flauto e chitarra, appartiene ad una suite pianistica.

Attenzione particolare merita Raga Alfa per flauto , non più eseguito dagli anni ‘ 80, a quanto mi risulta, probabilmente anche per l'elevato livello di difficoltà, e riproposto dopo più di tre decenni adesso in questa sede.

Composizione di ampio respiro, include alcune delle tecniche nuove per lo strumento, utilizzate mai fine a se stesse, ma piuttosto da leggere all’ interno di un percorso formale , che come suggerisce l ‘Autore nella prefazione...” il titolo del pezzo si riferisce ad un ipotetico “luogo d'origine" (Alfa). L'articolatissima linea melodica si snoda lungo un iter in continua metamorfosi con vari “ segni ripetitivi" (Raga); Raga è inteso qui anche per “luogo" (ricollegandosi ad Alfa), secondo uno dei significati che vengono attribuiti, a questo nome arcano, dalla complicatissima teoria musicale-filosofica indiana" (UdA).


Secondo il compositore e teosofo inglese Cyril Scott nella musica dell'ultimo Skrjabin si incarnano esseri dei piani superiori di natura elevata (i cosiddetti Deva , probabilmente appartenenti alle regioni del Devachan superiore). Sappiamo da Rudolf Steiner che tutte le composizioni musicali danno occasione ad esseri il cui corpo più basso non è di natura fisica, ma eterica , di incarnarsi attraverso la musica stessa.

Un pianista dell'inizio del XX sec, antroposofo, ha messo in guardia verso la produzione dell’ ultimo Skrjabin, perché apre la porta a mondi che potrebbero essere assai pericolosi anche al semplice ascolto... ( Walter Rummel, Credo di un artista).

Anche Pavel Florenskj in una lettera al figlio dal lager fa una riflessione profonda e assai critica sul compositore in questione.

Si potrebbe anche non essere d’accordo, ma è innegabile che siamo di fronte ad un'esperienza sonora attraverso cui il passaggio di soglia è immediato .


Gli ultimi 5 preludi op. 74 sconcertarono anche gli amici e ammiratori di Skrjabin per il loro linguaggio fin troppo avanzato. Mentre, semplificando assai, Vers la flamme , poema op. 72 è una riuscita rappresentazione sonora di un passaggio dal mondo dell'oscurità verso la luce.

Che Skrjabin fosse legato alla Teosofia è più che noto. In ogni caso, e questo vale per tutti gli artisti che hanno a che fare con correnti esoteriche , il valore di un artista non è assolutamente garantito da questa condivisione.

A volte potrebbe anzi essere d’ intralcio. La genialità di Skrjabin è stata forse stimolata da idee trascendenti , come la Teosofia di H. P. Blavatsky , ma se la sua musica ha raggiunto livelli inimmaginabili rispetto ai suoi contemporanei, e questo nell'ultimo periodo creativo, è grazie alla elevata individualità che quel musicista portava in sé.


Che un compositore ateo dichiarato, in fondo sempre appartenuto al mondo sovietico che ruotava attorno a Stalin, pur soffrendone le contraddizioni, alla fine della propria vita, passata tra successi internazionali, pesanti tragedie esistenziali, alterne vicende nei rapporti col partito, si rivolga alla scarna e aspra poesia di Michelangelo Buonarroti potrebbe anche sorprendere.

Penultima composizione del catalogo, la suite su poesie di Michelangelo, condivide i caratteri dell’ultimo periodo di Shostakovich, come un linguaggio estremamente rarefatto e oserei dire fatto di pura spiritualità, vera meditazione sull’ essere del suono e della Musica.

In breve, l'Autore cerca di avvicinarsi ad una assoluta essenzialità.

La scelta è stata fatta su almeno tre tra i pezzi che Shostakovich preferiva.

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Concerto ad accesso libero per gli iscritti al Convegno della Società Antroposofica in Italia.

Per i non iscritti contributo all'ingresso, salvo esaurimento posti.